Tullio Crali

Emozioni in volo

MOSTRA:
da Sabato 11 agosto a Domenica 26 Agosto 2018

sede estiva di LIGNANO SABBIADORO

La Galleria d’Arte La Piazzetta ospita un’attenta selezione di opere dell’artista futurista Tullio Crali. Si tratta di lavori eseguiti su tela, tecniche miste su carta e polimaterici su tavola, scelti in un arco temporale che va dalla fine degli anni ‘20 agli anni ‘70. Tullio Crali (Igalo, Dalmazia 1910 - Milano 2000) è ricordato da Marinetti nel 1938 come uno dei maggiori “venditori dell’ideale futurista”. Portare avanti la causa del Futurismo fu infatti un incarico che Crali svolse con zelo creando una biblioteca specializzata tra le più complete, tenendo centinaia di declamazioni e conferenze sul futurismo e Marinetti soprattutto, quando parlare di futurismo era impopolare. Crali ha affermato nel 1925 di essersi avvicinato al futurismo all’età di quindici anni quando vendeva i testi scolastici per comperare i libri di Marinetti, Boccioni e i Manifesti del Futurismo: ”….non avevo i soldi ed i primi colori me li impastavo da solo: che disastro!....” Dovrà attendere solo qualche anno quando nel 1928 frequentando il campo di aviazione di Gorizia, affascinato dalla traversata dell’Atlantico di Lindbergh, la passione per il volo entrò nella sua pittura e la determinò strutturalmente. Accolto nelle file futuriste, un anno dopo firmò il Manifesto dell’Aeropittura. Il manifesto pose il volo aereo al centro della nuova pittura futurista. Invitando gli artisti a immortalare nelle loro opere “…..l’immenso dramma visionario e sensibile del volo…..” Marinetti definì le basi tecniche dell’ Aeropittura, integrando nell’iconografia pittorica alle soglie degli anni Trenta quell’oggetto ultramoderno che era l’aeroplano. Le soluzioni individuate da Crali, come in Rombi d’Aereo o Involucro aperto sono visioni di aerei in picchiata, a bassa quota, in loop, paracadutisti in caduta libera, vedute urbane dall’alto, testimoniano la perfetta coerenza con gli assunti iniziali del Futurismo: l’idolatria per la macchina e l’amore per la velocità. Scrisse Crali in un suo saggio: “Vedere, osservare, sentire e interpretare le trasparenze finissime delle eliche, il fremito nervoso delle valvole, i riflessi arcigni severi o radiosi dei metalli, i ragionamenti finissimi degli strumenti di bordo: ecco quanto offre di particolarmente nuovo l’aeroplano alle nostre indagini.” L’esperienza del volo, la visione a bordo di un aereo, inaugura un rapporto sperimentale con le regole della prospettiva. Il tema aviatorio pur mantenendo un impianto naturalistico è costituito da larghi piani e volumi squadrati in cui la prospettiva centrale è ribaltata diventando dinamica e policentrica. La carlinga dell’aeroplano risolta con uno stile illustrativo, accentua la sensazione di vertigine per la manovra spericolata del pilota. Sono opere che possono essere osservate da ogni lato, nelle quali le architetture delle città come Firenze, Verona e l’isola di Creta appaiono, per effetto della prospettiva, coinvolgenti e vertiginose all’occhio di chi le guarda. Le immagini si compongono di frammenti fissati nel movimento rotatorio in impennate e picchiate cosicché la superficie del quadro si trasforma in uno spazio deflagrato i cui punti di fuga continuano oltre l’opera stessa. Altre volte il punto di vista dell’osservatore coincide con quello del pilota, portandolo a effettuare un’esplorazione del paesaggio urbano, di cui si percepiscono le strutture, le forme e i colori con la maggior chiarezza possibile. Pittura, cinema e progetti scenografici , con incursioni nella moda e architetture disegnate nello spirito di Sant’Elia, Crali operò per tutta la vita nella visione di una “cosmica magia”.

Eliana Bevilacqua