Plessi Fabrizio

Reggio nell'Emilia, 1940
Foto: su gentile concessione www.fabrizioplessi.net

1940

Fabrizio Plessi nasce a Reggio Emilia.

Compie i suoi studi al Liceo artistico e all’Accademia delle Belle Arti di Venezia dove in seguito sarà titolare della cattedra di pittura.

1968

Inizia a focalizzare la propria ricerca artistica intorno al tema dell’acqua, declinato in opere di tipo installativo, films, videotapes e performances.

1970 – 1972

Le sue opere vengono esposte al padiglione sperimentale della XXXV Biennale d’Arte di Venezia (1970) e alla successiva edizione del 1972.

1973

In occasione della mostra personale presso la Galleria Vinciana di Milano viene presentato il tema Acquabiografico che raccoglie la maggior parte dei suoi lavori che hanno per tema l’acqua.

Inizia a compiere una serie di azioni performative documentate da fotografie e riprese video.

Inizia a collaborare con il Centro Attività visive di palazzo dei Diamanti di Ferrara, dove con la sua strumentazione messa a disposizione dal Centro realizza i primi videotape.

1975

Compie numerose azioni performative in Francia, Germania, Belgio: sul lago Stichter, (Taglio del lago). Camminare sull’acqua, Operazione il Taglio del fiume Scheilde sempre documentate con foto e videotape.

1976

Partecipa all’Arte Fiera di Bologna con lo Studio Soldano e la Galleria Lara Vincy. Inoltre realizza il videotape A morte Venezia

1975 – 1983

Espone in numerosi spazi pubblici in Italia e all’estero,tra cui: Palazzo dei Diamanti di Ferrara ( 1975), Städtische Galerieim Lenbachhaus di Monaco (1979), l’Internationaal Cultureel Centrum di Anversa (1975-1978-1980) e il Palaisdes Beaux Arts di Bruxelles (1975,1983), Centre Pompidou di Parigi (1982).

1978

È invitato alla IXL Biennale d’Arte di Venezia per la fotografia nella mostra speciale L’immagine Provocata.

1980

Partecipa al Festival del Cinema di Venezia con il film Liquid Movie, aggiudicandosi il Premio “Città di Milano”.

1981

Plessi è invitato al Festival del Cinema di Venezia con Underwater, una produzione francese: il mezzo elettronico viene così ammesso ad una Biennale cinematografica.

1982

La sua completa opera video viene presentata al Centre Pompidou, Beaubourg di Parigi.

Da quest’anno in poi, i suoi lavori toccano da vicino la natura ambientale delle possibilità del video, incorporando strutture tridimensionali. Il rapporto illusionistico fra rappresentazione e realtà dell’elemento liquido compare amplificato nelle estreme possibilità tecnologiche della riproduzione meccanica ed elettronica.

1984

Partecipa alla XLI Biennale di Venezia con la videoinstallazione ed inaugura, con una grande mostra antologica, il Musée d’Art Contemporain de Villeneuve d’Ascq (Lille).

1985

Plessi presenta la sua prima grande antologica in Italia, (Plessi-Video Going, Catalogo Electa) alla Rotonda della Besana di Milano, che si può considerare la prima mostra di videoinstallazioni ambientali in Italia.

1986

Rappresenta l’ltalia alla 42° Biennale di Venezia e crea per l’occasione una delle sue opere più significative: Bronx

1987

Alla documenta 8 di Kassel Plessi presenta la monumentale installazione Roma che lo rende definitivamente noto a livello internazionale.

A Bologna vince il premio internazionale “L’immagine elettronica” e crea le scenografie per Sciame di Enzo Cosimi, che inaugura il Festival di Rovereto.

Dello stesso anno è l’ampia rassegna delle sue videoinstallazioni a Cavaillon in occasione del Festival d’Avignone.

1988

A Madrid al Museo Español de Arte Contemporáneo è presente con una grande retrospettiva di ben quattordici installazioni.

Dello stesso anno è la mostra Palacio Electrónico al Palacio Sástago di Zaragoza.

Sempre nel 1988 espone alla Neue Galerie di Linz una serie di videoinstallazioni dal titolo Videoland – Videolinz.

A Prato inoltre quell’anno per l’inaugurazione del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci crea l’opera Roma II

Durante il 1987 e il 1988 si occupa delle scenografie del programma televisivo “Immagina” per la RAI Uno a Roma.

1989

Plessi è invitato alla mostra Videoskulpturretrospektiv und aktuell 1963 – 1989 al Kunstverein di Colonia con una nuova creazione dal titolo Materia Prima.

Dello stesso anno sono la grande mostra Videosal al Palau Solleric di Palma de Mallorca e la mostra Movimenti Catodici al Palazzo dei Diamanti di Ferrara.

Sempre nel 1989 partecipa alla mostra Borealis al Louisiana Museum di Humlebaek in Danimarca e ad Artek, Biennale di Nagoya, in Giappone.

Durante questo anno disegna le scenografie e i costumi per l’opera The Fall of Icarus in collaborazione con Frederic Flamand e musiche originali di Michael Nyman per la musica, produzione dell’Opéra Nationale “La Monnaie” di Bruxelles.

Crea inoltre il monumentale mulino elettronicoTempo Liquido, commissionato da Prato Trade per il Centro Pecci di Prato.

1990

In occasione del suo cinquantesimo compleanno la sua città natale ,Reggio Emilia, gli dedica una grande antologica nel museo, nel Foro Boario e nell’ampio spazio della Cavallerizza dove Plessi presenta per la prima volta i suoi Armadi

1991

Crea la grande installazione Roma ll per il Museum Moderner Kunst, Stiftung Ludwig di Vienna.

Dello stesso anno è l’installazione Porfido a Pergine espressamente studiata per il castello, è la complessa mostra di fotografie e grandi progetti alla fondazione “Sa Nostra” di Palma de Mallorca dedicata alla tipologia dell’isola e a i suoi materiali.

1992

Crea le scenografie elettroniche per la seconda collaborazione con Frédéric Flamand Titanic, presentato nello spettacolare spazio del Musée de l’Industrie di Charleroi.

Dirige un workshop per l’UNESCO con la partecipazione di venti giovani artisti internazionali sul tema “Babel”.

1993

Dopo un viaggio in India nasce la videoinstallazione Bombay-Bombay per il Museum Ludwing di Colonia.

Dello stesso anno è la vasta antologica Plessi – Retrospektive che il Museumam Ostwall di Dortmund gli dedica con dodici videoinstallazioni storiche.

Sempre del 1993 è Cristalli Liquidi opera commissionata ed esposta al Caffè Florian di Venezia in occasione della Biennale.

Per il celebre concerto live di Luciano Pavarotti al Central Park di New York, Plessi crea le scenografie elettroniche.

Si inaugura a Barcelona alla Fundaci Joan Mirò la mostra Bombay-Bombay family: e la monumentale videoilluminazione Liquid Time prodotta dalla Philips per la fiera di Berlino ed acquistata dal ZentrumFürKunst und Medientechnologie di Karlsruhe.

Sempre nel 1993 Plessi viene insignito della “medaglia Mir” dell’UNESCO a Parigi.

1994

Collabora per la terza volta con Frederic Flamand all’opera Ex Machina con le scenografie elettroniche e virtuali realizzate sotto la sua direzione dagli studenti della Kunsthochschulefür Medien di Colonia.

E’ invitato alla Mostra speciale internazionale della Bienal de São Paolo in Brasile.

Dello stesso anno è la mostra di disegni storici e progetti su carta dal 1976 al 1993, presso la NeueGalerie di Linz.

Fabrizio Plessi crea le scenografie elettroniche per la trasmissione Studio Moor del canale televisivo tedesco Premiere con sue videoinstallazioni che cambiano ogni mese

1995

L’opera Ex Machina è invitata come evento speciale alla Biennale di Venezia del Centenario. Sempre nel 1995 crea le due videoinstallazioni Fuochi Fatui progettati per la Fundaciò Pilar i Joan mirò a Palma de Mallorca, di cui una è ambientata eccezionalmente nello studio stesso di Miró, tra le sue opere.

Ancora del 1995 è la sua grande antologica alla Rocca Paolina di Perugia per la quale crea la monumentale videoinstallazione color: L’Anima della Pietra.

1996

Crea alcune delle più complesse ed imponenti installazioni tra cui Il Fiume della Storia per il Landesmuseum di Mainz, per il Mausoleum di Graz, Acquedotto Elettronico per il Kunstverein di Heidelberg e Mysterium Wein per l’Historisches MuseumderPfalz a Speyer.

Infine, sempre del 1996 è la spettacolare videoscultura Movimenti Catodici Barocchi, che Plessi crea a Napoli in occasione dell’apertura della Città della scienza alla fondazione IDIS.

1997

Per le edizioni Dumont, esce il grande libro Plessi, Progetti del Mondo, dedicato a quaranta viaggi che hanno suscitato all’artista idee per altrettante videoinstallazioni. ll volume è presentato in anteprima alla Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia durante la vernice della Biennale.

1998

Monumentale installazione Arca dell’Arte nel Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Grande retrospettiva delle sue videoinstallazioni storiche Roma, Bronx

1986 Cristalli Liquidi 1993 a Movimenti Catodici Barocchi 1996, al Guggenheim Museum di New York.

Nello stesso anno retrospettiva al Museum of Contemporary Art di San Diego, La JollaMuseum.

1999

A Berlino, per il nuovo edificio della Sony progettato da Helmut Jahn a PostdamerPlatz, crea una gigantesca cascata elettronica che si scompone in sedici milioni di colori differenti. La monumentale opera verrà ufficialmente inaugurata nel giugno 2000.

Premiato alla 13° Quadriennale di Roma, vince ad Hannover il prestigioso premio “Kunstpreisder Nord/LB”, che lo consacra miglior artista dell’anno in Germania. In questa occasione allestisce, presso il KestnerGesellschaft di Hannover, una grande mostra completamente inedita sul tema della foresta, DerHängencleWaldserif; nello stesso anno vince il concorso internazionale per il padiglione dell’Euregio all’EXPO 2000 di Hannover.

2000

Per “Bologna 2000” realizza una grande installazione intitolata Naufragio della Pitturaa Palazzo d’Accursio.

Nell’Almodì di Valencia allestisce un’ampia rassegna sull’Anima della Materia

Nello stesso anno una mostra itinerante dei suoi ultimi lavori viene esposta in Danimarca al TrapholtMuseum di Kolding.

Realizza per il Governo Italiano, per il padiglione dell’EXPO universale di Hannover Mare Verticale che si può considerare la più monumentale scultura tecnologica mai costruita. La struttura in acciaio alta 44 metri contiene un gigantesco schermo a led luminosi che simula un’onda elettrica blu in costante movimento.

Rappresenta l’ltalia alla Biennale di Kwangiu in Corea e nello stesso anno crea le scenografie teatrali per lo spettacolo dell’Aterballetto Sogno di una notte di mezza estate con le musiche originali di Elvis Costello.

Sempre nel 2000 presenta a Passau nella sede del “VerlagsgruppePassau” la grande scultura storica Il fiume della storia e nella St. Anna Kapelle un’ampia rassegna di opere recenti sul tema del fuoco.

2001

Guest of Honour all’8 Biennale del Cairo dove per l’occasione ha creato l’installazione Cairo-Cairo II dedicata al Nilo, formata da 80 anfore di argilla di produzione locale.

In giugno a Venezia, in occasione della Biennale la città gli inaugura la mostra Waterfire al Museo Correr un’importante rassegna delle sue opere più recenti basate sul tema dell’acqua e del fuoco, e la grandissima installazione nella piazza San Marco creata per l’occasione.

Sempre nel giugno del 2001 a Ravenna per il Ravenna Festival presenta la grandissima installazione Teatro Elettronico della Memoria dedicata a Piranesi e ai calchi di gesso.

In ottobre il museo Guggenheim di Bilbao gli dedica una personale con la sua famosa installazione Roma II.

2002

Vince il concorso internazionale indetto dalla Loewe a Kronach dove realizza una gigantesca scultura elettronica all’aperto avente come tema l’acqua e il fuoco, e utilizza per la prima volta televisori climatizzati.
A giugno a Roma le Scuderie Papali del Quirinale si aprono all’arte contemporanea con una sua vasta antologica sempre con i temi dell’acqua e del fuoco dal titolo Plessi Paradiso Inferno che resta la più grande esposizione di opere storiche di Plessi presentate in Italia.
A novembre Fabrizio Plessi inizia un’intensa collaborazione con Calvin Klein, creando per lui una serie di grandi installazioni in movimento a New York, Dallas e Parigi sul tema ricorrente dell’albero e del fuoco elettronico.

2003

In occasione del Salone del Mobile a Milano, Plessi con il coordinamento artistico di Robert Wilson e le musiche di Philip Glass, crea sotto la trecentesca Loggia dei Mercanti una nuova spettacolare e gigantesca installazione con dieci barche di fuoco capovolte che si muovono sulla testa dei visitatori stravolgendone ogni logica percezione.
Dalla collezione Peggy Guggenheim di Venezia riceve l’incarico di creare un’opera inedita per il nuovo ingresso. Plessi studia allora una delle sculture tecnologicamente più avanzate al mondo, dotata di un impianto costante di climatizzazione e di un grande schermo ultra piatto a Led luminosi e display Fulcolor. Realizza nello stesso anno una grandiosa installazione per il KristallweltenMuseum di Swarovsky a Wattens, formata da un’enorme foresta sospesa con immagini elettroniche di acqua, fuoco e cristalli.

2004

La Germania rende omaggio a Plessi con la grande retrospettiva curata da Carl Haenlein dal titolo Traumwelt a Berlino al Martin Gropius Bau. La mostra, che copre un’area di 5000 mq ed è dedicata alle contraddizioni e alle urgenze delle città del mondo, si può considerare la più vasta e più completa mostra dell’artista.
Poi la suggestiva installazione I Lavatoi dell’Anima, una nuova versione di Bombay-Bombay, con le musiche di Michael Nyman in collaborazione con un gruppo di solisti indiani al nuovo museo Es Baluard di Palma de Mallorca.
A Milano per il Futurshow crea all’ingresso una gigantesca cascata digitale che si incendia a tempi alterni.

2005

Ad Artefiera espone per la prima volta con grande successo una nuova serie di cumuli di pietre, oniriche ed evocative, dal titolo Digital Stones.

Per il KistefosMuseet in Norvegia Plessi è invitato a ridisegnare un’ampia area d’archeologia industriale. Crea per l’occasione Memory Motions nove grandi installazioni di tronchi rotanti con movimenti aleatori a diversi livelli su strutture meccaniche. L’opera rimarrà esposta permanentemente.
Ancora in Germania l’artista inizia una stretta collaborazione con l’industria automobilistica BMW con una serie di progetti in cui la ricerca automobilistica viene affiancata dalla poetica della creazione artistica in una simbiosi stimolante di materiali e forme. La collaborazione si esprime in alcuni eventi tra i quali le mostre a Monaco di Baviera e a Berlino.
E’invitato alla 51° Biennale d’Arte di Venezia, per il progetto speciale della Biennale in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri. Per l’occasione Plessi realizza di fronte all’entrata della Biennale, ai Giardini, una nuova versione di Mare Verticale che emerge dall’acqua della laguna per 44 metri di altezza. All’interno di questa enorme stele verticale scorre una cascata d’acqua tecnologica diventerà il simbolo della Biennale stessa.

A Vienna negli splendidi spazi monumentali della galleria Mauroner allestisce la mostra Digital Stones, affascinante percorso tra Movimenti Catodici Barocchi ed un omaggio a Freud nell’anno che gli sarà dedicato.

2006

Nel 2006 inaugura in Marocco a Rabat il nuovo Museo d’Arte Contemporanea con una mostra dedicata alle tintorie di Fez con progetti, disegni e films.
Sempre di quest’anno è la seconda collaborazione con la compagnia della danza italiana-Aterballetto di Reggio Emilia. Di Plessi sono la creazione, le scene ed i costumi di Romeo&Juliet. Una nuova concezione dell’opera dove una struttura altamente tecnologica e digitale modifica ed altera le vecchie logiche della tragedia shakespiriana. l temi dell’acqua, del fuoco e del vento si intersecano e si innestano con quelli della passione, dello scontro, del destino, della morte e dell’amore.

Al HackMuseum di Ludwigshafen in Germania, Plessi mette in scena una grande mostra retrospettiva Digital Islands che ripercorre tutta la sua creatività innovativa attorno agli anni ‘70 fino agli anni ‘90. Attraverso venti sale per la prima volta sono stati ricostruiti infatti tutta una serie di progetti ormai storici degli anni ‘70 che dimostrano la visione innovativa, assolutamente pionieristica di Plessi verso lo scenario della ricerca tecnologica europea di quegli anni. L’H2 – ZentrumfurGegenwartskunstimGlaspalast presenta l’estesa installazione Lava appositamente creata per il museo di Auasburg, ed una raccolta di 30 disegni realizzati appositamente per l’occasione.

2008

Durante quest’anno Plessi è presente con delle personali alle più importanti fiere d’arte in Europa e negli Stati Uniti tra cui Arte Fiera a Bologna, Miart Milano, Grand Palais a Paris, Miami, Art Cologne, Wien. Espone inoltre alla galleria Contini di Cortina e di Venezia una serie di grandi installazioni e di grandi disegni sul tema costante della lava. Da quest’anno Plessi inizia una importante collaborazione artistica con Louis Vuitton in occasione dell’apertura degli spazi di Canton Road ad Hong Kong. Per l’occasione Plessi crea Il lusso è lento, una serie di gigantesche fusioni d’oro a led luminosi, una serie di sculture di pietra nera Fusion ed infine una nuovissima borsa tecnologica dotata di un televisore ultrapiatto a batterie con immagini d’oro liquido in continuo movimento. Questa creazione è da considerarsi la prima borsa digitale costruita al mondo. Fabrizio Plessi dal 1990 al 2000 è stato professore di “Umanizzazione delle Tecnologie” alla Kunsthochschulefur Medien di Colonia e dal 1994 è stato titolare della cattedra di “Scenografie Elettroniche” presso la stessa istituzione.

2009

Fabrizio Plessi nella primavera di quest’anno crea una nuova versione in acciaio nero e televisori al plasma dell’opera Digital Fall, collocata all’ingresso della collezione Peggy Guggenheim di Venezia.
Nella sezione “eventi collaterali” della 53a Biennale di Venezia espone all’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti una monumentale videoinstallazione, L’anima della pietra, utilizzando una serie di busti marmorei dei più famosi artisti del passato.<
Sempre durante la 53a Biennale assieme a Bill Viola inaugura a Ca’ D’oro la mostra L’anima dell’acqua. In quest’occasione Plessi occupa tutto il patio del palazzo con una monumentale flotta di barche veneziane munite di acqua azzurra digitale, in attesa di partire verso l’ignoto.
Sempre nel 2009 espone un allestimento particolare alla mostra Infinitum al museo Fortuny di Venezia.

2010

Fabrizio Plessi crea per il teatro Goldoni di Venezia le scenografie digitali dell’opera di Pirandello Vestire gli ignudi. L’impianto scenografico si avvale di una serie di 34 grandi televisori al plasma, di un grande schermo ed una serie di telecamere nascoste che trasmettono in diretta tutte le fasi ed i dettagli dello spettacolo creando una specie di complice corto circuito con gli spettatori.

Plessi disegna e realizza per il teatro La Fenice di Venezia il premio digitale alla carriera conferito quest’anno a Grace Jones.

Nell’isola della Maddalena in Sardegna, nell’antico arenale marittimo, in occasione del Luis VittonTrophy, Plessi crea una delle sue più straordinarie videoinstallazioni. In uno spazio di quasi mille metri quadri colloca Mari verticali, dodici imbarcazioni in acciaio nero inclinate a 45 gradi, all’interno delle quali scorrono fragorosamente i dodici mari del mondo.

Quest’opera con il supporto di Luis Vitton sarà esposta nei prossimi anni in alcuni tra i più importanti musei del mondo. Un viaggio nel viaggio.

2011

In occasione dell’inaugurazione della nuova Galleria Contini di Venezia crea Water windows, una videoinstallazione che riveste le finestre della facciata dell’edificio con immagini-video di flussi d’acqua in moto alterno ascensionale.
A Palma di Mallorca, con il supporto di Louis Vuitton, inaugura La Lonja maestosa architettura civile gotica con una monumentale installazione dal titolo Llaut Light dedicata alla memoria storica delle barche dell’isola.
A Napoli, per il festival crea le scenografie digitali per L’opera da tre soldi di Bertold Brecht al Reale albergo dei poveri.
All’apertura della LIV Biennale d’Arte di Venezia l’artista inaugura il nuovo restauro del Padiglione Venezia riproponendo l’opera Mari Verticali in cui le barche sono disposte in accordo con l’architettura razionalista del luogo.

2012

Presso la Galleria Contini di Venezia inaugura una mostra personale dal titolo Blù con una serie di grandi disegni dedicata alle barche di Mallorca e una serie di progetti sul tema dei Mari verticali al Padiglione Venezia esposta alla precedente Biennale.
Nomination per Le maschere del teatro italiano per la miglior scenografia dell’anno conL’opera da tre soldi.
Nel Parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento, Plessi crea l’opera Monumenta, composta da nove monoliti ognuno dedicato ad una divinità della Magna Grecia, il cui materiale sintetico simula perfettamente l’arenaria del terreno e dei templi. Al loro interno sono distribuite immagini-video evocanti gli elementi della natura come l’acqua, il fuoco, l’aria, la terra, la lava, e i fulmini.
Il palazzo della Ragione di Padova gli dedica da ottobre, una mostra incentrata sul valore intrinseco del disegno, inteso sia come momento creativo funzionale all’opera d’arte sia come espressione autonoma.

2013

È invitato ad esporre a Mantova al Palazzo Te ed eccezionalmente gli viene concessa la straordinaria Sala dei Giganti affrescata da Giulio Romano. Crea per l’occasione la teatrale e monumentale videoinstallazione RollingStone sul tema della “caduta” che dialoga con l’opera murale generando un unisono straordinario senza tempo e carico di pathos.
A Milano in occasione del Salone del Mobile adatta a palazzo Durini per Natuzzi tutta la serie di sculture di pietra grigia sul tema ricorrente della Lava digitale.
A Roma, l’agenzia di comunicazione Adnkronoscolor lo incarica di realizzare una serie di sei opere digitali per celebrare i cinquant’anni dell’azienda. Nel palazzo della Informazione l’artista coniuga dunque questo evento con i temi dell’acqua, dell’aria della fuoco dell’aria e della lava, a lui cari da sempre.
In novembre dopo cinque anni di lavori febbrili, si inaugura il passo del Brennero il Plessi Museum, una monumentale opera architettonica completamente isolata, come una teca di cristallo immersa nella natura, che ospita una nucleo di opere importanti dell’artista. Quest’opera è da considerarsi il primo museo al mondo all’interno di un’autostrada.

2014

È Invitato dal Ludwing Mùzeum di Budapest a esporre per la prima volta in Ungheria una rassegna antologica delle sue opere più importanti. La mostraLiquid Labyrint prende il nome da un ciclo inedito di grandi lavori su tela appena terminato, un monumentale affresco su tutto il percorso artistico.
In Francia alla Fondation Schneider di Wattwiller si inaugura una grande personale centrata sull’opera Foresta Sospesa riproposta dopo Hannover nel1999 in occasione del Premi “Nord LandesBank” vinto dall’artista in quell’anno.
Milano gli rende omaggio alla Fondazione Mudima con la mostra storica Plessi, gli anni settanta che sottolinea la frenetica attività dell’artista nella Milano di quegli anni. Per l’occasione sono esposti i suoi progetti anticipatori sulle videoinstallazione e inoltre, dopo la Biennale di Venezia del 1972, viene esposta per la prima volta La grande Gabbia d’acqua. Il LudwingMuseum di Koblenz gli dedica una grande mostra personale dal titolo Plessi-sul viaggio.

Per l’occasione tutto il museo viene dipinto di blu per accogliere la monumentale installazione Llaut Light accompagnata dalla colonna sonora Water Music di Michael Nyman.
Vince il prestigioso “Premio Pascali” e realizza a Polignano a Mare al Museo Pascalila nuova videoinstallazione, Plescali che sottolinea il profondo rapporto culturale linguistici che accomuna i due artisti: l’acqua naturale di Pascali e l’acqua digitale di Plessi.

2015

Plessi viene invitato ad inaugurare il nuovo spazio museale della nuova università di Milano IULM. Per l’occasione crea Foresta Blu una monumentale architettura di alberi che perfettamente dialoga con lo spazio ideato da 5 +144. Venezia rende omaggio a Plessi in occasione della Biennale e dell’Expo con due grandi mostre in città: Liquid life a Ca’d’oro e Liquid Light alle Tese 94 dell’Arsenale. La prima si compone in una grande videoinstallazione estesa sui due piani di Ca d’Oro all’interno della quale scorre un flusso d’acqua digitale. Mille disegni sul tema dell’acqua completano l’opera rappresentando idealmente il flusso dei pensieri e dell’intera sua vita creativa. All’arsenale invece la realizzazione di un solo monumentale progetto dedicato al mediterraneo. Quattordici grandi storiche imbarcazioni di Mallorca galleggiano idealmente in un mare di luce azzurra in memoria di avventure e viaggi perduti, il sonoro delle onde del mare e la musica di Nyman completano l’opera.
Sempre nello stesso anno la Banca Generali di Milano, per la propria sede storica, produce una nuova serie di opere completamente inedita di Plessi dal titolo Digital Wall. Per la prima volta, Plessi elimina dal suo lavoro oasi supporto materico e finalmente mette a nudo tutta la sua poetica visiva atavica ed ancestrale.I cerchi d’acqua, i cerchi di fuoco, le lave, il bagliore dei lampi diventano così la nuova cifra stilistica dell’artista. A Milano in occasione dell’Expo 2015 realizza per il padiglione della Belarus un enorme ruota a LED luminosi che simula un mulino digitale in continuo movimento. La ruota della vita diventerà immediatamente un perno attivo dell’Expo.
A Vienna nelle due Gallerie “Mario Mauroner” espone per la prima volta in Austria una serie di grandi opere dipinte su tela dal titolo Liquid Labyrint il ciclo proveniente dal Ludwig Museum di Budapest e dal Ludwig Museum i Koblenz.